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Bacinetto
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Il mwdqbacinetto (mwdgde. mwdwBeckenhaube o mweaKesselhaube; mweqfr. mwegBassinet; mwewen. mwfaBasinet; mwfqpo. mwfgPrzyłbica) era una tipologia di mwfwelmo di origini mwgaitalianecite-ref-nicolle-1999-journal-p-583-1-1[1] in uso nell'mwhqEuropa mwhgmedievale (mwhwXIV secolo). Si distingue per la forma appuntita, leggermente inclinata all'indietro, del coppo. Differentemente dalla mwiacervelliera, suo mwiqarchetipo, il bacinetto era dotato di un mwigcamaglio agganciato al coppo e non da calzarsi sotto all'elmo.cite-ref-gravett-2008-3-0[3]cite-ref-gra-4-0[4] Complice la massiccia diffusione, il manufatto venne arricchito da parti aggiuntive per la protezione del viso: nasali primacite-ref-boe-5-0[5] e mwlwvisiere corazzate poi.cite-ref-dev-6-0[6] Al principio del mwnaXV secolo, lo si rinforzò sostituendo il camaglio con una mwnqgorgiera a piastre metalliche.
Il bacinetto fu la tipologia di elmo più in uso durante la mwnwGuerra dei Cento Anni.cite-ref-ben-7-0[7] Venne soppiantato nel Quattrocento dalla mwpacelata e dalla mwpqbigoncia.cite-ref-oak-2-1[2]
Contents
• Storia
• Origini
• Sviluppi
• Note
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Storia
Origini
Il bacinetto comparve in mwrwItalia al volgere del mwsaXIII secolo. La parola "bazineto" figura in un documento mwsqpadovano datato mwsg1281 per descrivere una tipologia di mwswelmo in uso alla mwtafanteria cittadina.cite-ref-nicolle-1999-journal-p-583-1-2[1] Si trattò, originariamente, di un'evoluzione della mwuqcervelliera, dalla quale si distingue per il coppo sempre più appuntito.cite-ref-8[8] Pur sviluppato da un modello di elmo in uso alle classi povere, il bacinetto venne rapidamente impiegata in sostituzione del troppo ingombrante mwvggrande elmo dai guerrieri più abbienti. Alla base dell'evoluzione ci fu, forse, l'influsso sull'operato degli mwvwarmorari italiani di modelli d'elmo orientali: mwwabizantini o mwwqturchi.cite-ref-nicolle-1999-journal-p-583-1-3[1]
Sviluppi
Entro il mwya1350, il bacinetto assume la sua forma definitiva, con il coppo che si prolungava verso il basso ed i lati del cranio del portatore "integrando" una gronda e delle paragnatidi.cite-ref-gravett-2008-3-1[3] Come già occorso per la cervelliera, il bacinetto venne impiegato dai mwzqcavalieri come rinforzo per il grande elmo, calzandolo sotto quest'ultimo.cite-ref-9[9] Per questioni sia di praticità sia di risparmio, molti cavalieri cominciarono però a calzare il solo bacinetto, preferendo relegare il grande elmo ad un uso ludico nei mwagtornei.cite-ref-10[10]
La massiccia diffusione del bacinetto comportò continue migliorie ed evoluzioni che trasformarono l'arcaica evoluzione della cervelliera in un manufatto sempre più vicino ai livelli di altissima protezione della testa precedentemente garantiti dal troppo ingombrante grande elmo.
Fin da subito rinforzato con un mwcqcamagliocite-ref-gra-4-1[4], non calzato sotto all'elmo come per la cervelliera ma agganciato al coppo (prima direttamente e poi per tramite di una gorgiera di mwdgcuoio rimovibilecite-ref-gravett-2008-3-2[3]), il bacinetto venne poi dotato di apparati difensivi per il volto. Nelle terre del mwewSacro Romano Impero Germanico ebbe larga diffusione (1330-1370) il mwfabretache, un nasale composto da una pezzuola triangolare di mwfqmaglia di ferro o da lamine di metallo ribattuto agganciato al camaglio ed assicurata ad una protuberanza sulla sommità del coppo.cite-ref-boe-5-1[5] Dalla Germania, l'uso del mwggbretache passò in Italia, come testimoniato dalla mwgwstatua equestre del mwhaSignore di Verona mwhqCangrande I della Scala (c. 1308–1329) in mwhgCastelvecchio (Verona) e la mwhwlapide di Bernardino dei Barbanzoni a mwiqModena.
Sempre in Germania venne sviluppata (ca. 1330-1340) una particolare visiera per il bacinetto con un unico punto di aggancio nella linea mediana alta del coppo: la "mwqaklappvisier". Nella seconda metà del XIV secolo (ca. 1370), la visiera, sempre caratterizzata da una sezione tronco-conica ed un profilo appuntito, "a muso di cane" (de. "mwqqHundsgugel), anche "a becco" o "a muso di porco", più larga/tondeggiante, ha due punti di aggancio, uno per ogni lato del coppo, è rimovibilecite-ref-gravett-20082-11-0[11] e si protende sotto il bordo inferiore dello stesso, sovrapponendosi a parte del camaglio.cite-ref-dev-6-1[6] La visiera a due punti d'aggancio venne in realtà sviluppata nel decennio 1340-1350 (compare nel mwsgcatafalco di Sir Hugh Hastings, morto nel 1347, nella Chiesa di Santa Maria di Elsing, mwswNorfolkcite-ref-gravett-2008-3-3[3]), coabitando dunque con la "mwuaklappvisier". Si trattò, comunque, della tipologia più largamente diffusa in Italiacite-ref-dev-6-2[6] laddove, invece, la "mwvqklappvisier" restò in uso in Germania ancora nel mwvgXV secolo.cite-ref-12[12] Nel mwwwRegno di Francia, invece, sotto mwxaGiovanni II (ca. 1350), la visiera del bacinetto venne scomposta in due parti per migliorarne la solidità: una visiera superiore ed una mwxqbarbozza inferiore sulla quale la visiera andava a chiudersi.cite-ref-13[13]
Intorno al mwyw1410 si iniziò a dismettere l'uso del camaglio agganciato al bacinetto in favore di una mwzagorgiera in piastre metalliche avvolgenti che scaricasse il peso dell'apparata difensivo non più sulla sola testa ma anche sulle spalle. La giunzione tra il corpo del bacinetto e la gorgiera avveniva per tramite di un nuovo pezzo aggiunto alla parte inferiore del coppo, la "baviera". Al principio, per continuare a garantire una certa mobilità alla testa del portatore, la gorgiera era realizzata in due pezzi ed il coppo era assicurato al solo pezzo posteriore.cite-ref-14[14] Nella versione successiva del manufatto, il cosiddetto "gran bacinetto", il coppo e la parte posteriore della gorgiera sono fusi in un unico pezzo di metallo che scarica integralmente il peso dell'elmo sulle spallecite-ref-oak-2-2[2] rendendolo però immobilecite-ref-15[15] e quindi, ironicamente, non dissimile dal solido ma ingombrante grande elmo che il bacinetto era stato concepito per soppiantare.cite-ref-16[16] Bacinetti con visiera e camaglio, ora indicabili come "Piccolo Bacinetto", restarono comunque in uso presso i guerrieri meno abbienti.cite-ref-17[17]
Il bacinetto è quasi onnipresente nell'mw-giconografia della mw-wGuerra dei cento annicite-ref-ben-7-1[7], calzato indiscriminatamente sia dalle forze di cavalleria (i cavalieri stessi cominciano ad essere indicati, nella documentazione, come "bacinetti") sia da quelle di fanteria, soprattutto gli arcieri.cite-ref-18[18]cite-ref-19[19] Le fonti ci confermano inoltre che, ancora in quel periodo, nonostante il contemporaneo sviluppo del Gran Bacinetto, l'uso congiunto del grande elmo e del bacinetto privo di protezioni facciali non era ancora stato dismesso. Alla mwaqgBattaglia di Agincourt (mwaqk1415), mwaqoEnrico V d'Inghilterra (r. 1413–1422), colpito alla testa, si salvò proprio perché, sotto al grande elmo, calzava un bacinetto.cite-ref-ben-7-2[7]
Fu solo dopo la metà del XV secolo che il bacinetto iniziò ad essere dismesso in favore di due nuove tipologie di elmo più congruenti con il nuovo elaborato tipo di mwaraarmature a piastre mwaregotica e all'italiana: la mwaricelata italianacite-ref-20[20] e la mwarcbigoncia nordeuropea.cite-ref-oak-2-3[2]
Costruzione
Il "Bacinetto" si componeva di:
• un coppo in metallo con sommità appuntita e rivolta all'indietro, discendente sulle guance e la nuca del portatore. Per mezzo di una fila di piccoli fori sui bordi un'imbottitura interna veniva fissata al coppo, onde rendere l'oggetto non solo più confortevole, ma anche più idoneo ad assorbire gli urti inflittigli;
• un mwasecamagliocite-ref-gra-4-2[4] agganciato direttamente al coppo (bacinetto pre-1320) o assicurato ad una fascia di cuoio che si agganciava sull'elmo grazie ad una fila di sporgenze forate applicate al margine inferiore esterno del coppo (bacinetto post-1320).cite-ref-gravett-2008-3-4[3] Quest'ultima tipologia di camaglio poteva essere foderato con un'imbottitura, atta anch'essa a trasmettere il meno possibile i colpi all'armatura sottostante. Col passar del tempo si tese spesso ad utilizzare per il camaglio anelli di maglia sempre più rigidi e resistenti, a sezione appiattita;
• un nasale a mwassbretache, in maglia di ferro o metallo ribattuto;cite-ref-boe-5-2[5] o
• una visiera in metallo incernierata al coppo, con un punto di aggancio ("mwateklappvisier") o due punti d'aggancio.cite-ref-gravett-20082-11-1[11] A prescindere dal tipo di aggancio e dalla foggia ("a muso di cane", "a muso di porco", "a becco"), le visiere erano sempre dotate di fori per la ventilazione e per garantire un minimo visibilità.
Il "Gran Bacinetto" si discosta dal modello del bacinetto classico perché sostituisce il camaglio con una mwatcgorgiera in piastre d'acciaio. Nelle forme più tarde, il gran bacinetto ha coppo e visiera arrotondati, non più puntuti, e la parte posteriore della gorgiera fusa al coppo.cite-ref-oak-2-4[2]
Note
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